ORGANIZZATORE

IN COLLABORAZIONE CON

  • Maria Alessandra Gallone
    Consigliere delegato Ministro dell'Università della Ricerca e dell’Alta Formazione Artistica
    Maria Alessandra Gallone nata a Bergamo il 2 settembre 1966 ivi residente. Sposata con Stefano Sana, una figlia Maria Beatrice (Bea) di 28 anni. Laureata in Lingue e Letterature Straniere all’Unibg. Docente abilitata di LL francese e spagnolo. Consigliere Comunale a Bergamo dal 1995 al 2019. Assessore a Bergamo all’Istruzione e Università dal 1999 al 2004. Senatrice della Repubblica per due legislature (XVI e XVIII). Oggi consigliere del Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin. Presidente e presidente del comitato tecnico scientifico dell’ITS Leonardo Academy. Tra i vari incarichi attuali:
    • Membro del Cda dell’Universita Luiss Guido Carli
    • Membro del Cda della Fondazione Anthem
    • Membro del Cda dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico
    • Membro della commissione nazionale Unesco
    • Membro del comitato interuniversitario per le scienze del Mare (Conisma)
    • Membro del comitato interministeriale per lo Sviluppo Sostenibile
    • Membro del comitato Mur per Osaka 2025
    • Socia dell’Associazione BergamoScienza
    • Socia dell’Associazione Atena per il contrasto alle dipendenze giovanili
    • Socia associazione Armr (malattie rare)
    • Socia associazione Luberg (laureati Unibg)
    • Socia Rotary Club Bergamo Città Alta
  • Paola Frassinetti
    Sottosegretario di Stato Ministero dell'Istruzione e del Merito
  • Alessio Butti
    Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega all'innovazione tecnologica

Introduzione da parte delle istituzioni

Modera

Armando Stella

Vicedirettore "Qn - Il Giorno"

Alessio Butti

Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega all'innovazione tecnologica

[VIDEO - MESSAGGIO]

Paola Frassinetti

Sottosegretario di Stato Ministero dell'Istruzione e del Merito

M. Alessandra Gallone

Consigliere delegato Ministro dell'Università della Ricerca e dell’Alta Formazione Artistica

Saluti Sottosegretario Alessio Butti (visualizza video)

È un onore portare la testimonianza del Dipartimento per la Trasformazione Digitale su un tema cruciale: la trasformazione digitale del sistema scolastico. Pablo Picasso diceva che i computer sono inutili perché forniscono solo risposte. Una provocazione interessante che invita a riflettere, ma credo sia un punto di vista errato. È vero che i computer e la tecnologia cercano di darci risposte, in modo sempre più veloce ed efficiente. Pensate all’intelligenza artificiale, uno dei temi centrali di questa edizione degli Stati Generali. Tuttavia, le risposte giuste, quelle che ci aiutano a crescere nella vita quotidiana, nel lavoro e nella società, non provengono dalla tecnologia, ma dalle persone. Le macchine necessitano dell’intelligenza, dell’intuizione, del ragionamento logico, della creatività e della capacità di formulare ipotesi che solo noi umani possediamo. Questo è fondamentale per affrontare con serenità il futuro digitale che desideriamo per i nostri studenti. Non si tratta di sostituire i libri di testo con i tablet; la vera soluzione è avere insegnanti preparati che guidino gli studenti nell’uso responsabile della tecnologia. Non sono le intelligenze artificiali a risolvere equazioni o scrivere temi al posto nostro. La chiave è un sistema scolastico che integri le nuove tecnologie, fondamentali per il futuro, con l’insegnamento dei classici. Non è nemmeno una didattica completamente virtuale, come alcuni vorrebbero farci credere. La soluzione consiste nelle relazioni umane e nei valori che solo un’istituzione come la scuola, insieme alla famiglia, può trasmettere ai giovani. Non ho dubbi che nei tre giorni del vostro evento si discuterà molto di integrazione tecnologica e del futuro della scuola. È positivo, ma spero anche che si rifletta su valori importanti come socialità, interazione umana, scambio e arricchimento culturale. Questi stessi valori guidano la nostra azione di governo nell’ambito della tecnologia. Crediamo e lavoriamo per portare innovazione in modo etico e responsabile, a misura d’uomo. Per questo motivo, stiamo portando connessioni veloci a tutte le scuole, dalle zone centrali a quelle periferiche. Inoltre, stiamo formando competenze digitali di base e avanzate, senza l’intento di sostituirci alla scuola, ma per fornire un supporto alla creazione di una forza lavoro preparata e resiliente. Sempre con lo stesso obiettivo, stiamo stringendo nuove alleanze tra scuola, università e ricerca, convinti che si possano creare sinergie utili per tutti. Con questo pensiero, vi saluto, augurandomi un dibattito sereno e fruttuoso.

Introduzione Sottosegretario Frassinetti 

La situazione della scuola richiede una riflessione sulla pandemia di cinque anni fa, periodo in cui la scuola ha dimostrato una notevole capacità di resistere a difficoltà apparentemente insormontabili.

È importante riconoscere il lavoro svolto dal personale scolastico, dai docenti e dagli studenti. I professori hanno dimostrato grande adattabilità, garantendo il contatto tra gli studenti nonostante la chiusura delle scuole. Tuttavia, le conseguenze di quel periodo sono ancora evidenti, poiché lo shock della didattica a distanza e la mancanza di interazione hanno avuto un impatto significativo a livello psicologico.

Sono stati riscontrati numerosi casi di studenti colpiti dalla pandemia, da qui la decisione di inserire uno psicologo a scuola dove necessario, per affrontare tali problematiche. Sebbene la scuola presenti diverse sfide, è in buona salute. Un dato significativo è rappresentato dalla diminuzione della dispersione scolastica: attualmente, il tasso è del 94%, mentre il PNRR stabiliva come obiettivo per il 2006 un valore inferiore al 10%. Questo è un segnale positivo, poiché contrastare la dispersione scolastica è fondamentale, evitando così l’abbandono scolastico, che si verifica sempre più precocemente.

Questi elementi indicano che il governo ha operato bene in questo ambito. Sono state intraprese molte iniziative per la trasformazione digitale e l’innovazione tecnologica. Durante il G7 giovani a Lignano, a giugno, è emersa la richiesta da parte degli studenti di organizzare una grande convention su questo tema, tenutasi a Milano due settimane fa, con la partecipazione di 1000 studenti da tutta Italia, divisi in gruppi di lavoro. L’evento ha avuto un’importanza significativa.

L’intelligenza artificiale e l’innovazione tecnologica devono garantire un progresso omogeneo, evitando di lasciare indietro le aree più svantaggiate e prevenendo fughe in avanti. È fondamentale avere un quadro uniforme della situazione. È essenziale mantenere il rapporto studente-docente al centro, concentrandosi sulla formazione dei docenti, i quali devono guidare il processo verso l’intelligenza artificiale. Quest’ultima non deve essere utilizzata solo per velocizzare la copia di testi, ma per sviluppare tesi, promuovere una scuola più inclusiva e facilitare la personalizzazione dell’insegnamento.

Ciò consente a ciascuno di trovare più facilmente il proprio percorso, sostenendo chi è più vulnerabile e valorizzando i talenti. Questo è cruciale anche per l’orientamento, essenziale per contrastare la dispersione scolastica; se uno sceglie bene la scuola, è meno probabile che abbandoni.

Inoltre, agli studenti interessano molto alcune università e anche nelle scuole superiori si utilizza l’intelligenza artificiale per semplificare il percorso educativo. Essa consente di raccogliere ed elaborare dati non solo sui voti, ma anche sulle attitudini, preferenze, scelte personali e attività extracurricolari, per suggerire il percorso di studi più adatto.

Questi strumenti possono migliorare la didattica dei docenti, affrontando debolezze e fragilità, oppure potenziando l’offerta formativa, facendo crescere le eccellenze. L’obiettivo è avere tutti i dati necessari per migliorare l’offerta e il percorso educativo degli studenti.

In conclusione, progetti personalizzati, formazione dei docenti e un impegno verso una scuola più inclusiva, con un potenziamento dell’orientamento, possono diventare funzioni sempre più facilmente attuabili grazie all’ausilio dell’intelligenza artificiale.

 

Alessandra Gallone Consigliere delegato Ministro dell’Università della Ricerca e dell’Alta Formazione Artistica

Armando Stella propone una riflessione provocatoria per l’onorevole Gallone, partendo da un confronto tra il passato e il presente della tecnologia. In passato, come citato da Butti, i computer ai tempi di Picasso erano macchine ingombranti dell’IBM, utilizzate esclusivamente per scopi militari e dotate solo di DOS come linguaggio. Negli anni ’50 e ’60, questa era la percezione del computer. Oggi, la tecnologia è diventata generativa, paragonabile all’arte di Picasso, rappresentando un significativo salto di specie.

La tecnologia ha subito cambiamenti radicali e i giovani sono cresciuti in un contesto ipertecnologico, mentre le generazioni precedenti hanno vissuto un periodo tecnologico diverso. Pertanto, sorge una domanda fondamentale: tra il professor Galimberti e il professor ChatGPT, chi possiede una conoscenza maggiore? Chi è in grado di insegnare di più agli studenti? È evidente che, se uno dei due può potenzialmente sapere tutto, il professor Galimberti potrebbe trovarsi in svantaggio. Tuttavia, chi forma il professor Galimberti affinché possa competere con il professor ChatGPT? L’autorità e l’autorevolezza degli insegnanti potrebbero essere messe in discussione se si confrontano con una macchina in grado di fornire informazioni vastissime. Si invita chiunque abbia dubbi o voglia riflettere su questo tema a esprimersi.

Il professor Galimberti ha uno spirito critico e una propensione creativa, mentre il professor ChatGPT possiede un’attitudine generativa. La differenza fondamentale risiede nella creatività, un aspetto che distingue l’intelligenza naturale da quella artificiale. Leonardo da Vinci rappresenta un modello esemplare: era scienziato, inventore, architetto e ingegnere, ma soprattutto artista, colui che partiva dall’idea originale. Questa idea, sviluppata dal professor ChatGPT, rimane umana e non deve essere persa.

La lezione tenuta dal professor Galimberti, dal professor ChatGPT o da un insegnante empatico e capace di adattarsi alle diverse esigenze degli studenti è insostituibile. Gli studenti e gli insegnanti diventano pionieri ed esploratori, creando connessioni con un ecosistema integrato che unisce scuola, presente e futuro, formando competenze per le nuove professioni.

La scuola necessita di incontri significativi. Si ripropone la domanda: chi forma i formatori? Questa rappresenta una grande sfida. Tuttavia, i docenti stanno già iniziando a formarsi autonomamente. Il Ministero dell’Università sta investendo risorse, anche grazie al PNRR, per formare i formatori nell’orientamento e nelle nuove tecnologie. La grande interazione tra docente e studente è fondamentale per la crescita reciproca, simile a una relazione genitore-figlio. In conclusione, si propone un sondaggio tra gli studenti per comprendere quanti di loro utilizzano regolarmente l’intelligenza artificiale nello studio quotidiano. È importante riconoscere che il futuro appartiene a chi sa utilizzare meglio la tecnologia e gli studenti dovrebbero chiedere ai propri insegnanti come farlo, evitando di usarla di nascosto.

La scuola, soggetta a continue riforme, deve essere in grado di guardare avanti, rimanendo al passo con le necessità del tempo. La sfida consiste nel conciliare gli apprendimenti tradizionali con le spinte innovative, ripristinando l’importanza di materie fondamentali come geografia e storia, pur integrando la digitalizzazione come strumento. Il Ministero ha investito notevolmente nella formazione dei docenti e nella digitalizzazione delle scuole, per garantire che gli studenti acquisiscano confidenza con il linguaggio tecnologico.

Infine, la scuola deve aprirsi al mondo del lavoro, integrando sistemi professionali che anticipano le esigenze future. La creazione di nuove offerte formative, come i sistemi ITS, rappresenta un passo importante verso una connessione tra scuola e mondo del lavoro. Si nutre fiducia nella scuola, nei giovani e nei docenti, poiché, mentre si discute, essi sono già al lavoro per costruire un futuro migliore. L’Italia possiede una spinta creativa unica, che la distingue nel panorama globale.