ORGANIZZATORE

IN COLLABORAZIONE CON

  • Stefano Quintarelli
    Partner Fondo Rialto, Fondatore Impara Digitale
    Fondatore di Impara Digitale Informatico, imprenditore seriale ed ex professore di sistemi informativi, servizi di rete e sicurezza. Fondatore di I.NET, il primo ISP italiano e il primo unicorno italiano di Internet. È stato deputato nella XVII legislatura e membro del Gruppo di esperti di alto livello sull'intelligenza artificiale della Commissione Europea, presidente del Comitato di indirizzo dell'Agenzia per l'Italia Digitale, presidente del Gruppo consultivo sulle tecnologie avanzate per UN (CEFACT). È membro del Leadership Council del Sustainable Development Solutions Network (UNSDSN). È stato fondatore dell'Intergruppo Parlamentare per l'Innovazione Tecnologica, autore della riforma del Codice dell'Amministrazione Digitale e ideatore del Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID). E' Esperto in materia di nuove tecnologie e Internet nell'ambito del Comitato IGF Italia presso il Dipartimento per la transizione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Fa parte del Comitato scientifico di Bollati e Boringhieri per cui ha pubblicato "Il capitalismo immateriale" (Premio Canova per la divulgazione economica), "L'intelligenza artificiale", "Internet fatta a pezzi". È General Partner del Fondo VC B2B Rialto 1 EuVECA.
  • Andrea Papini
    Direttore delle Soluzioni e dei Servizi presso Rekordata
    Andrea Papini è un professionista dinamico e orientato ai risultati con oltre 20 anni di esperienza nel guidare trasformazioni, migliorare l'efficienza e integrare diversi settori aziendali. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore delle Soluzioni e dei Servizi presso Rekordata, dove sfrutta la sua solida esperienza tecnica e le sue competenze manageriali per guidare trasformazioni organizzative e sviluppare innovazioni basate sull'intelligenza artificiale. In precedenti incarichi come Chief Operating Officer e Chief Technology Officer, ha acquisito una profonda conoscenza della progettazione di prodotti, della riformulazione delle strategie commerciali e della supervisione di progetti ICT, in particolare in ambienti SaaS e Cloud. Andrea Papini ha conseguito una Laurea in Scienze dell'Informazione presso l'Università degli Studi di Milano e ha maturato una solida esperienza in diversi settori, tra cui consulenza, sviluppo software, gestione aziendale e docenza universitaria.
  • Valentino Magliaro
    Country SMBs & Education Community Manager, Canva
    SMBs & Education Country Lead di Canva per l’Italia. Inserito tra i TOP 100 Under 30 da Forbes Italia per la categoria “Imprenditori Sociali”, ha fondato di Humans to Humans, società di Edutainment per la creazione progetti di comunicazione educativi in ambito sostenibilità, della persona e del pianeta. Selezionato tra i 300 Civic Leader del Mondo dal 44° Presidente Usa, Barack Obama, a partecipare al lancio dell’Obama Foundation.
  • Massimo Chiriatti
    CTO di Lenovo Italia
    Massimo Chiriatti è una figura di spicco nel panorama italiano della tecnologia e dell'innovazione digitale. Ha maturato una vasta esperienza combinando competenze tecniche con una profonda riflessione sulle implicazioni sociali ed economiche dell'innovazione. Le sue analisi e proposte offrono un contributo importante al dibattito pubblico su temi cruciali come l'intelligenza artificiale, il futuro del lavoro, il fintech e l’edutech. Massimo Chiriatti è un pensatore critico e un esperto di tecnologia che ha continue relazioni con i CxO delle più grandi imprese italiane e le sue riflessioni sono utili per chi desidera comprendere meglio il mondo che ci circonda e partecipare attivamente al dibattito sulle implicazioni etiche.

    Ruoli:

    Pubblicazioni e Ricerca:

  • Marco Berardinelli
    Direttore Education Google Italia
    Dopo una laurea in Economia e Commercio alla Cattolica di Milano ho iniziato a lavorare in Microsoft Italia prima nel marketing poi nel 2009 in EducationIl mondo dell'education mi ha sempre affascinato e per questo il mio obiettivo è cercare di trasformare la scuola anche attraverso l'uso delle tecnologie.Da 7 anni sono responsabile di Google for Education in Italia, le nostre applicazioni sono le più diffuse nelle scuole italiane, questo ci riempie di orgoglio e responsabilità. Grazie a Gemini, l'IA di Google, siamo in grado di realizzare l'apprendimento personalizzato e di dare la possibilità ad ogni docente di poter cambiare il proprio ruolo:passando da docente tradizionale a tutor, mentor dei propri studenti.

PANEL 6 – L’intelligenza artificiale ci interroga

Modera

Cristina Pozzi

Esperta di AI, Educazione, Futuri

Marco Berardinelli

Direttore Education Google Italia

Massimo Chiriatti

CTO di Lenovo Italia

Valentino Magliaro

Country SMBs & Education Community Manager, Canva

Andrea Papini

Direttore delle Soluzioni e dei Servizi presso Rekordata

Stefano Quintarelli

Partner Fondo Rialto, Fondatore Impara Digitale

​​L’Intelligenza Artificiale: impatti sull’analisi dei dati e il pensiero critico

L’intelligenza artificiale (IA) rappresenta una delle innovazioni più rivoluzionarie del nostro tempo, influenzando non solo il settore tecnologico, ma anche il modo in cui viviamo, lavoriamo e apprendiamo. Massimo Chiriatti, Chief Technology Officer di Lenovo, sottolinea che l’IA è diventata un elemento centrale dell’evoluzione tecnologica, plasmando le modalità di analisi dei dati e la presa di decisioni in vari contesti. Questa riflessione si propone di esaminare le implicazioni dell’IA, analizzando il suo funzionamento, il suo potenziale nel supportare il pensiero critico e analitico, e le sfide che essa porta con sé.

Componenti fondamentali dell’IA

L’IA si basa su tre componenti essenziali, ognuna delle quali svolge un ruolo cruciale nel suo funzionamento:

  1. dati

I dati sono il fondamento stesso dell’intelligenza artificiale. Senza dati, l’IA non potrebbe esistere; la sua funzione principale è l’analisi dei dati per individuare correlazioni, schemi e tendenze. La proliferazione di dati generati ogni giorno, provenienti da fonti varie come social media, dispositivi IoT e transazioni online, rappresenta un’opportunità senza precedenti per l’IA. Tuttavia, la qualità e la pertinenza dei dati sono fondamentali per garantire risultati significativi.

  1. computer

La potenza di calcolo è un altro aspetto cruciale per l’IA. Con l’aumento della complessità dei modelli di intelligenza artificiale, come evidenziato da Chiriatti, la capacità di elaborare grandi volumi di dati in tempi brevi è diventata essenziale. Tecnologie di cloud computing e chip specializzati, come le unità di elaborazione grafica (GPU), hanno reso possibile l’analisi di dati su larga scala, consentendo agli algoritmi di apprendere e adattarsi in modo efficace.

  1. algoritmi

Gli algoritmi sono il cuore dell’IA, poiché traducono i dati in informazioni utili e previsioni. Attraverso tecniche di apprendimento automatico e apprendimento profondo, gli algoritmi possono identificare modelli nei dati e fare previsioni accurate. Tuttavia, la progettazione e l’implementazione di algoritmi richiedono competenze specializzate e una comprensione approfondita delle dinamiche dei dati.

L’accessibilità dell’IA e le nuove sfide

Grazie alla riduzione dei costi di raccolta ed elaborazione dei dati, l’intelligenza artificiale è diventata più accessibile e viene impiegata in un numero crescente di settori, dall’assistenza sanitaria alla finanza, dal marketing alla produzione. Tuttavia, questa democratizzazione della tecnologia porta con sé nuove sfide, in particolare riguardo al controllo e all’affidabilità dei sistemi.

Tradizionalmente, i computer seguivano un approccio deduttivo, in cui le macchine eseguivano istruzioni predefinite fornite dagli esseri umani. L’IA introduce invece un paradigma induttivo, in cui il sistema analizza enormi volumi di dati per identificare modelli senza necessità di programmazione esplicita. Questo cambiamento ha reso possibile la generazione autonoma di contenuti, come testi, immagini e video, aprendo a nuove opportunità ma sollevando interrogativi sulla qualità e sull’affidabilità delle informazioni prodotte.

La distinzione tra risultati deterministici e probabilistici

Un aspetto cruciale da considerare è la distinzione tra risultati deterministici e probabilistici. Mentre una calcolatrice fornisce risposte certe, i modelli di IA producono risultati basati su probabilità. Ciò implica che le decisioni basate su tali modelli richiedano un attento controllo umano per una corretta interpretazione delle informazioni. Questo è particolarmente rilevante in settori come la medicina, dove le conseguenze delle decisioni possono avere un impatto diretto sulla vita delle persone.

L’Importanza del pensiero critico

L’interazione tra esseri umani e IA pone interrogativi fondamentali sul pensiero critico. Poiché l’IA elabora grandi quantità di dati e produce risultati probabilistici, è essenziale che le persone sviluppino la capacità di analizzare, verificare e interpretare le informazioni fornite dai sistemi intelligenti. Il pensiero critico è un processo complesso che si articola in diverse fasi, tra cui:

  • ricordo: la capacità di richiamare informazioni rilevanti.
  • comprensione: l’abilità di afferrare il significato delle informazioni.
  • applicazione: l’uso delle informazioni in contesti pratici.
  • analisi: la capacità di suddividere le informazioni in parti significative.
  • valutazione: l’abilità di giudicare la validità delle informazioni.
  • creazione: l’abilità di produrre nuove idee o approcci basati sull’analisi delle informazioni.

Queste fasi non sono solo importanti per l’uso dell’IA, ma sono fondamentali per la formazione di cittadini informati e responsabili, capaci di navigare in un mondo complesso e in rapida evoluzione.

L’IA, quindi, non deve essere vista solo come uno strumento di automazione, ma come un’opportunità per affinare le competenze analitiche e decisionali. In questo contesto, è essenziale integrare l’intelligenza artificiale nei percorsi educativi e lavorativi. Fin dalle scuole primarie, è necessario sviluppare l’alfabetizzazione digitale per favorire un approccio consapevole all’uso dell’IA. Nelle scuole secondarie e nelle università, l’obiettivo deve essere quello di stimolare il pensiero critico e creativo, affinché gli studenti possano utilizzare l’IA non solo come uno strumento tecnico, ma anche come un supporto all’analisi e alla risoluzione di problemi complessi.

L’Intelligenza Artificiale e il cambiamento dell’intelligenza umana

Andrea Papini, Direttore delle Soluzioni e dei Servizi presso Rekordata, mette in evidenza come l’IA offra opportunità straordinarie per l’apprendimento e l’innovazione, ma al contempo ponga nuove sfide educative. È fondamentale adottare un approccio equilibrato, in cui la tecnologia è vista come un alleato per potenziare il pensiero critico e creativo, senza sostituire il ruolo centrale dell’intelligenza umana. Solo attraverso una formazione adeguata, che parta dall’alfabetizzazione digitale fino allo sviluppo di competenze avanzate, sarà possibile garantire che le nuove generazioni siano in grado di utilizzare l’IA in modo consapevole e costruttivo, trasformandola in un’opportunità per il futuro.

L’introduzione di strumenti basati sull’IA sta cambiando il nostro modo di risolvere problemi e di sviluppare capacità cognitive. Le tecnologie digitali, infatti, influenzano il nostro approccio all’apprendimento e alla creatività, rendendo necessario un ripensamento delle metodologie educative. In particolare, emerge la necessità di comprendere come queste innovazioni incidano sulla crescita intellettuale delle nuove generazioni e sul loro rapporto con il mondo.

Un processo di crescita intellettuale

L’intelligenza umana si sviluppa all’interno di un contesto reale ricco di stimoli. A differenza delle macchine, gli esseri umani nascono con un cervello immaturo che richiede anni di sviluppo per raggiungere la piena maturità cognitiva. Questo processo, che dura circa 25 anni, è caratterizzato da un’interazione continua con l’ambiente, l’esperienza e la cultura.

L’avvento dell’intelligenza artificiale solleva dunque interrogativi importanti: come cambia il nostro modo di apprendere e di affrontare le sfide quotidiane? Stiamo assistendo a un passaggio cruciale, da un modello in cui le macchine eseguivano compiti per noi a uno in cui collaboriamo con esse. Questo richiede un atteggiamento attivo e consapevole, per evitare un uso passivo della tecnologia, come già accaduto con l’avvento di Internet 2.0, che ha spesso limitato la capacità critica dei giovani nell’elaborazione delle informazioni.

L’integrazione dell’IA nei percorsi scolastici

L’integrazione dell’IA nei percorsi scolastici è diventata una priorità. Se in passato l’alfabetizzazione digitale poteva essere considerata un’opzione, oggi è una necessità imprescindibile. È essenziale insegnare agli studenti a interagire con le macchine in modo consapevole e critico.

Nella scuola primaria, l’approccio dovrebbe essere pratico e sperimentale. Strumenti come Arduino e la robotica educativa possono essere utilizzati per far comprendere ai bambini i principi di base del funzionamento delle macchine intelligenti. Un esempio efficace è rappresentato dalle Google Teachable Machine, che permettono di mostrare come un computer possa essere addestrato a comprendere un contesto e fornire risposte adeguate.

Nella scuola secondaria, l’obiettivo deve essere duplice:

  • stimolare la creatività: l’intelligenza artificiale democratizza la creazione di contenuti digitali, offrendo agli studenti l’opportunità di produrre testi, immagini e artefatti digitali, sviluppando al contempo una maggiore consapevolezza del loro valore e delle loro implicazioni.
  • favorire il pensiero critico: gli studenti devono essere in grado di analizzare e valutare le informazioni generate dall’IA, riconoscendo eventuali distorsioni, bias o limitazioni nei modelli di apprendimento automatico.

Nella scuola secondaria di secondo grado, il focus deve spostarsi verso un utilizzo più avanzato dell’IA, preparandoli al mondo accademico e lavorativo. In questa fase, è fondamentale insegnare agli studenti a utilizzare l’IA come strumento di ricerca, innovazione e supporto decisionale, ponendo particolare attenzione all’analisi critica degli algoritmi e ai possibili bias insiti nei sistemi di intelligenza artificiale.

Preparare i giovani al futuro: IA e competenze trasversali

L’uso dell’intelligenza artificiale nella formazione non deve limitarsi alla dimensione tecnica, ma deve essere accompagnato da una riflessione più ampia sul ruolo dell’uomo nel rapporto con le macchine. La cosiddetta “co-intelligenza”, come sostenuto da studiosi come Ethan Mollick, suggerisce che l’IA possa essere utilizzata per potenziare le capacità cognitive e creative degli individui, piuttosto che sostituirle.

In particolare, è fondamentale sviluppare competenze quali:

  • la capacità di delegare e di dare feedback: imparare a interagire in modo efficace con i sistemi intelligenti.
  • la consapevolezza dei bias algoritmici: per evitare l’accettazione acritica dei risultati generati dall’IA.
  • l’integrazione della tecnologia nei diversi ambiti disciplinari: affinché l’IA diventi uno strumento trasversale al servizio della conoscenza e della ricerca.

Valentino Magliaro, Country SMBs & Education Community Manager di Canva, sottolinea come l’IA stia rivoluzionando l’educazione, offrendo strumenti potenti per la creatività, l’apprendimento e l’inclusione, ma sollevando interrogativi sulle implicazioni didattiche ed etiche del suo uso nelle scuole.

L’evoluzione dell’IA nell’educazione

L’intelligenza artificiale sta evolvendo rapidamente e, con essa, le sue applicazioni nel mondo scolastico. Valentino Magliaro, Country SMBs & Education Community Manager di Canva, afferma che l’IA sta rivoluzionando l’educazione, offrendo strumenti potenti per la creatività e l’inclusione, ma sollevando interrogativi sulle implicazioni didattiche ed etiche del suo uso nelle scuole.

  • ChatGPT: Per fornire contenuti educativi personalizzati.
  • DALL-E e Leonardo: Per la generazione di immagini e video.
  • Surf: Per la creazione di contenuti audio.

Queste innovazioni consentono agli studenti di sperimentare con strumenti avanzati, stimolando la loro capacità di creare artefatti digitali di valore. Tuttavia, è fondamentale che l’uso dell’IA venga accompagnato da una riflessione critica sui contenuti generati, per evitare un’adozione passiva della tecnologia.

Accessibilità e regolamentazione

Un aspetto centrale del dibattito sull’IA riguarda il costo della tecnologia e il suo impatto sull’accessibilità. Come evidenziato da Magliaro, al momento, l’intelligenza artificiale utilizzata nelle scuole è ancora in una fase iniziale, ma la sua continua evoluzione porterà a un miglioramento delle funzionalità e a una maggiore integrazione con altri strumenti digitali. La sfida sarà garantire che queste innovazioni restino accessibili a tutti, evitando che il divario tecnologico crei disuguaglianze nel sistema educativo.

L’introduzione dell’IA nella scuola deve avvenire nel rispetto di principi etici e pedagogici. Canva ha adottato un filtro sui contenuti educativi, garantendo un utilizzo sicuro e responsabile delle tecnologie digitali. Questo approccio è fondamentale per proteggere gli studenti e promuovere un ambiente di apprendimento consapevole.

L’Intelligenza Artificiale e la responsabilità sociale

Il successo delle tecnologie digitali nell’istruzione dipende dalla capacità di integrare l’IA in modo efficace e critico, mettendo sempre al centro il ruolo del docente e lo sviluppo delle competenze degli studenti. La scuola deve essere il luogo in cui l’intelligenza artificiale viene esplorata non solo come strumento tecnologico, ma anche come occasione per riflettere su temi più ampi, come la creatività, l’etica e il pensiero critico.

L’Intelligenza Artificiale tra opportunità, responsabilità e narrazioni future

L’intelligenza artificiale (IA) rappresenta una sfida complessa, come afferma Stefano Quintarelli, Partner Fondo Rialto e Fondatore Impara Digitale, coinvolgendo aspetti sociali, educativi, politici e geopolitici. Il suo sviluppo e la sua diffusione dipendono da diversi attori, influenzando il modo in cui concepiamo concetti fondamentali come creatività, intelligenza e innovazione. Tuttavia, oltre agli aspetti tecnici, l’IA pone interrogativi cruciali sulla responsabilità del suo utilizzo e sulla necessità di regolamentazioni adeguate.

L’integrazione dell’IA nella scuola e il Ruolo dei Docenti

Nel contesto scolastico, l’IA è spesso oggetto di discussione, ma Quintarelli afferma che  è fondamentale evitare un approccio superficiale, basato solo sulle mode del momento. L’integrazione di nuove tecnologie nella didattica non può limitarsi all’adozione di strumenti avanzati, come le lavagne interattive multimediali (LIM) o i tutor virtuali, senza una riflessione più ampia sul loro impatto educativo, come afferma  Luca De Biase:  “il futuro non esiste, esistono solo narrazioni sul futuro”. Quando parliamo di intelligenza artificiale, siamo inevitabilmente influenzati dalle narrazioni predominanti, che oscillano tra scenari utopici e visioni catastrofiste. È essenziale adottare una prospettiva equilibrata, che tenga conto delle reali potenzialità dell’IA senza cadere in eccessi speculativi.

Anche Marco Berardinelli, Direttore Education di Google Italia, sottolinea  che l’intelligenza artificiale generativa ha il potenziale di facilitare il lavoro degli insegnanti, aiutandoli a creare materiali didattici, generare quiz e proporre contenuti personalizzati per gli studenti. Tuttavia, Berardinelli avverte che questi strumenti non devono essere utilizzati passivamente. È fondamentale sviluppare un’analisi critica per evitare errori, bias o informazioni non contestualizzate.

Il rischio di cadere nella trappola del “copia e incolla” è reale; per questo, l’IA non può essere considerata l’unico elemento di una didattica innovativa. Deve essere integrata con metodologie didattiche efficaci e contenuti strutturati.

L’Evoluzione del ruolo del docente

Berardinelli sottolinea anche che l’intelligenza artificiale non sostituisce il docente, ma trasforma il suo ruolo. L’insegnante deve passare da trasmettitore di conoscenze a mentore e tutor, guidando gli studenti nello sviluppo del pensiero critico e della capacità di analisi. Inoltre, il docente diventa un facilitatori nell’utilizzo delle nuove tecnologie, aiutando gli studenti a potenziare la loro creatività e le loro competenze.

Regolamentazioni e competitività europea

L’Europa sta cercando di definire un quadro normativo per l’intelligenza artificiale, ma si trova a confrontarsi con una realtà in cui gli Stati Uniti e la Cina hanno investito molto più rapidamente e massicciamente in questo settore. Alcuni stati americani hanno già implementato regolamentazioni specifiche sull’IA, mentre l’Unione Europea si muove con un approccio più prudente e orientato alla protezione dei diritti dei cittadini.

Startup, investimenti e il ruolo dell’Italia nel mercato dell’IA

Un altro elemento critico riguarda il sistema economico e finanziario legato all’intelligenza artificiale. In Italia, pur essendoci un elevato numero di startup innovative, il mercato dei capitali non è sufficientemente sviluppato per sostenere la crescita di queste imprese. Di conseguenza, molte aziende promettenti vengono acquisite da fondi di investimento americani o stranieri, portando all’estero innovazioni nate in Italia.

L’obiettivo dovrebbe essere quello di potenziare il mercato europeo dei capitali, creando un ambiente favorevole alla crescita delle startup tecnologiche e garantendo che il valore generato dall’intelligenza artificiale rimanga all’interno del sistema economico europeo.

Un equilibrio tra tecnologia e umanità

In sintesi, l’intelligenza artificiale non è una minaccia, ma uno strumento che può rendere la scuola più inclusiva, efficiente e innovativa. Affinché questo potenziale si realizzi, è necessario:

  • Utilizzarla in modo critico e consapevole, evitando scorciatoie.
  • Investire nella formazione per i docenti, affinché possano integrarla nella didattica in modo efficace.
  • Garantire che tutti gli studenti, anche i più vulnerabili, abbiano accesso a queste tecnologie.

Infine, come ricordato nell’intervento conclusivo, non dobbiamo temere il futuro. L’umanità ha sempre saputo adattarsi ai cambiamenti tecnologici, e anche in questo caso troveremo il modo di fare dell’IA un’opportunità, anziché un ostacolo. Solo attraverso una collaborazione sinergica tra tecnologia e umanità potremo costruire un futuro in cui l’IA supporta il pensiero critico, promuove l’innovazione e arricchisce l’esperienza educativa.