ORGANIZZATORE

IN COLLABORAZIONE CON

  • Roberto Maragliano
    Già professore ordinario
    Professore ordinario di materie pedagogiche all'Università Roma Tre, dalla sua fondazione al mio pensionamento, e prima alle Università di Sassari, Fiorenze, Lecce, Roma Sapienza, mi sono occupato e mi occupo di teoria e pratiche della formazione, con particolare attenzione, in ambito didattico, al ruolo che gli strumenti svolgono nella qualificazione dei contenuti e dei soggetti degli apprendimenti. Buona parte delle mie pubblicazioni, dal 1973 ad oggi, sono online, presso lo Scaffale Maragliano
  • Dianora Bardi
    Presidente Impara Digitale
    Dianora Bardi ha dedicato la sua carriera a rinnovare i metodi di insegnamento tradizionali, ponendo lo studente al centro del processo educativo e promuovendo una didattica che valorizza la partecipazione attiva e l’uso consapevole delle tecnologie. Presidente dell'Associazione Centro Studi Impara Digitale, è ideatrice della Classe-Scuola Scomposta e del Metodo Bardi. Ideatrice e referente scientifica degli Stati Generali della Scuola Digitale. Gran parte della sua attività è dedicata alla formazione dei docenti; ha collaborato con la FAO e con l’OMS, membro del Comitato Nazionale dell’UNESCO ha ricevuto l’onorificenza Friend of the United Nations. Tra gli autori del primo PNSD, in seguito è nominata Membro del Comitato tecnico-scientifico di esperti in materia di tecnologie e di innovazione didattica digitale a supporto del MIM nel processo di evoluzione del PNSD. Nel 2016 tra le 50 finaliste del Teacher Prize Nobel per la didattica. Un suo articolo è stato citato come documento agli esami di maturità del 2014.

PANEL 3 – imparIAmo a scuola con l’intelligenza artificiale

Dianora Bardi

Presidente Impara Digitale

Roberto Maragliano

Già professore ordinario

Presentazione dei risultati del progetto di Ricerca-Azione “imparIAmo a scuola con l’Intelligenza Artificiale”

Questa  ricerca-azione si inserisce all’interno di un contesto di grande rilevanza per il sistema scolastico italiano, ponendo al centro l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla didattica. I risultati dell’indagine, condotta nel corso dell’anno scolastico 2023-2024, sono stati pubblicati sul sito di Impara Digitale e saranno oggetto di presentazione e discussione.

L’indagine ha avuto lo scopo di analizzare in che modo l’integrazione dell’intelligenza artificiale nella didattica possa influenzare i processi di apprendimento, valutando eventuali miglioramenti nelle conoscenze e nelle competenze degli studenti.

Il progetto ha coinvolto 54 scuole e 112 consigli di classe, con l’adozione di due approcci metodologici distinti:

  • Approccio tradizionale: i docenti hanno progettato un’unità di apprendimento e gli studenti hanno seguito il percorso didattico strutturato.
  • Approccio innovativo: gli studenti, già abituati a utilizzare strumenti basati sull’IA nella loro quotidianità, hanno partecipato attivamente alla costruzione dell’unità di apprendimento.

Le scuole hanno avuto la possibilità di scegliere liberamente il modello da adottare in base alle proprie esigenze e caratteristiche.

Modalità di svolgimento della ricerca

L’indagine ha preso avvio con una call pubblica, a seguito della quale i partecipanti hanno avuto accesso a una formazione specifica sull’intelligenza artificiale. Tale formazione è stata condotta da esperti del settore, tra cui Chiriatti, Quintarelli e Panai, attraverso una serie di webinar organizzati con cadenza di 4-5 giorni.

Successivamente, i formatori di Impara Digitale hanno supportato i docenti nel processo di implementazione, fornendo strumenti e strategie per:

  • Integrare l’intelligenza artificiale all’interno dell’unità di apprendimento.
  • Documentare e monitorare l’impatto dell’IA sulle conoscenze e competenze degli studenti.
  • Favorire l’autovalutazione degli studenti per analizzare il loro percorso di apprendimento.

Il progetto ha coinvolto prevalentemente scuole secondarie di secondo grado. Per le scuole secondarie di primo grado, invece, l’intelligenza artificiale è stata utilizzata dai docenti come supporto per lo sviluppo di attività didattiche mirate.

Principali risultati della ricerca

L’analisi dei dati raccolti ha permesso di evidenziare alcuni elementi di particolare interesse:

  • Miglioramento delle conoscenze: l’utilizzo dell’intelligenza artificiale ha determinato un incremento delle conoscenze, in particolare nei licei e negli istituti tecnici e professionali.
  • Competenze digitali in crescita: sono stati riscontrati progressi significativi nelle competenze legate al digitale, alla collaborazione e alla comunicazione.
  • Competenze trasversali meno sviluppate: al contrario, aspetti come autonomia, responsabilità e problem solving hanno mostrato una crescita più limitata.
  • Impatto nei diversi indirizzi scolastici: negli istituti tecnici e professionali, l’intelligenza artificiale ha favorito il rafforzamento delle competenze pratiche. Nei licei, invece, inizialmente si è registrato un calo delle competenze acquisite, con una successiva fase di assestamento.
  • Differenze tra autovalutazione degli studenti e percezione dei docenti: è emersa una discrepanza significativa tra la percezione degli studenti rispetto al proprio apprendimento e quella dei docenti, con una minore consapevolezza da parte degli studenti rispetto al loro effettivo percorso di crescita.

L’esperienza condotta si è rivelata di grande valore e la lettura del rapporto offrirà un’opportunità unica per approfondire i risultati e le dinamiche emerse. È fondamentale approcciarsi al documento non solo con un’ottica analitica, ma anche con una prospettiva umana, lasciando spazio a riflessioni personali. Ogni lettore potrà interrogarsi su aspetti cruciali: “Questa metodologia è efficace? È applicabile al mio contesto? Quali spunti posso trarne?” La ricerca non si limita a un’analisi statistica, ma rappresenta un’indagine qualitativa su un’esperienza educativa concreta.

Le scuole partecipanti hanno accolto la sfida, sperimentando l’integrazione dell’intelligenza artificiale nella didattica. Il percorso è stato strutturato con indicazioni sia tecniche che metodologiche, mantenendo però un approccio flessibile per favorire l’esplorazione e la sperimentazione. Questa libertà ha incentivato un coinvolgimento attivo e ha reso l’esperienza più significativa.

Un elemento distintivo del progetto è stata la possibilità per gli studenti di superare i tradizionali schemi didattici, scegliendo se approfondire un argomento all’interno di una disciplina specifica o intraprendere un percorso interdisciplinare. L’analisi dei risultati evidenzia non solo la qualità dei progetti sviluppati, ma anche il valore della collaborazione tra competenze diverse. Questo ha contribuito a creare un clima di fiducia e partecipazione, aspetti fondamentali per l’innovazione didattica.

Sebbene inizialmente il progetto sia stato delineato dai docenti, gli studenti hanno risposto con entusiasmo, instaurando un rapporto di fiducia reciproco. È interessante notare come, in molti casi, né insegnanti né studenti avessero una visione chiara dell’esito finale del percorso, a testimonianza della dinamicità e dell’imprevedibilità che caratterizzano sia l’apprendimento che l’evoluzione dell’intelligenza artificiale.

Osservata nel suo insieme, questa esperienza ha messo in evidenza il valore del confronto tra generazioni e approcci differenti all’uso della tecnologia. La diversità di visioni e competenze ha arricchito il processo, trasformandolo in un’opportunità di crescita per tutti i partecipanti e delineando nuove prospettive per l’integrazione dell’intelligenza artificiale nell’educazione.