ORGANIZZATORE

IN COLLABORAZIONE CON

  • Davide D’Amico
    Direttore generale per l'innovazione digitale, la semplificazione e la statistica
  • Dianora Bardi
    Presidente Impara Digitale

TALK – La scuola oggi e la scuola che vorrei

Dianora Bardi

Presidente Impara Digitale

Davide D'Amico

Direttore generale per l'innovazione digitale, la semplificazione e la statistica

Il tema dell’innovazione digitale nella scuola rappresenta oggi una delle sfide più rilevanti per il sistema educativo italiano. L’adozione di nuove tecnologie e metodologie didattiche non solo può arricchire l’apprendimento, ma può anche rispondere alle esigenze di una generazione che cresce in un mondo sempre più connesso e digitalizzato. Tuttavia, il percorso di innovazione all’interno delle scuole italiane non è omogeneo e presenta ancora molte difficoltà, sia dal punto di vista dell’integrazione degli strumenti digitali nella didattica, sia per quanto riguarda la formazione degli insegnanti.

Il dibattito scaturito in questa sessione ha rappresentato un’occasione preziosa per riflettere su questi aspetti. Le testimonianze dirette degli studenti hanno offerto un quadro molto chiaro delle opportunità e delle criticità che caratterizzano l’innovazione digitale nelle scuole italiane. Da un lato, ci sono realtà che hanno già avviato un processo di trasformazione, integrando strumenti tecnologici e metodologie innovative; dall’altro, esistono ancora resistenze e difficoltà, soprattutto legate alla formazione e alla mentalità di alcuni docenti.

Il Liceo Scientifico Lussana di Bergamo rappresenta un esempio di come la tecnologia possa essere integrata con successo nella didattica. Già dal 2010, grazie alla visione della professoressa Dianora Bardi, la scuola ha introdotto i tablet come strumento di studio, aprendo la strada a un nuovo modo di apprendere. Da allora, l’utilizzo della tecnologia è diventato parte integrante del metodo didattico, con un forte impatto sulla quotidianità degli studenti.

Nel loro intervento, gli studenti del Lussana hanno sottolineato come l’uso di strumenti digitali abbia reso l’accesso alle informazioni più rapido ed efficace, facilitando anche il lavoro di gruppo grazie a piattaforme condivise e strumenti di collaborazione online. Tuttavia, hanno anche evidenziato che l’innovazione non deve essere vista come una sostituzione della didattica tradizionale, ma come un’integrazione. Molti di loro, infatti, scelgono ancora di affiancare al supporto digitale il materiale cartaceo, preferendo prendere appunti su quaderni e utilizzare libri di testo fisici accanto a quelli digitali. Questo equilibrio tra tecnologia e tradizione rappresenta, secondo loro, la chiave per un apprendimento più efficace.

Ma l’innovazione non riguarda solo gli strumenti, bensì anche gli spazi e le metodologie didattiche. Il Liceo Lussana ha infatti introdotto ambienti di apprendimento progettati per migliorare il benessere degli studenti. Un intero piano della scuola è stato arredato come una casa, con parquet, piante, divani e spazi accoglienti, un’iniziativa nata per creare un contesto più sereno e meno stressante. Accanto a questi spazi innovativi, la scuola ha adottato metodologie didattiche moderne come la Flipped Classroom e il Debate, che permettono agli studenti di partecipare attivamente al processo di apprendimento e di sviluppare competenze trasversali fondamentali.

Il punto di vista del Liceo Classico di Pescara: le difficoltà del cambiamento

Se il Liceo Lussana rappresenta un esempio virtuoso di innovazione, il Liceo Classico Gabriele D’Annunzio di Pescara ha invece portato all’attenzione le difficoltà che molte scuole italiane incontrano nel processo di trasformazione digitale. Gli studenti intervenuti hanno raccontato come, nonostante la scuola disponga di strumenti tecnologici, il loro utilizzo da parte dei docenti sia ancora molto limitato.

Gran parte dell’insegnamento continua a basarsi sulla didattica frontale tradizionale, in cui il docente è l’unico protagonista della lezione e gli studenti sono semplici ascoltatori. Questo approccio, secondo loro, rischia di rendere l’apprendimento meno coinvolgente e meno efficace. Non si tratta di eliminare del tutto la lezione frontale, ma di affiancarla a metodologie più interattive, capaci di sfruttare le potenzialità offerte dalla tecnologia.

Una delle principali criticità evidenziate dagli studenti riguarda la formazione dei docenti. Ad oggi, la formazione all’uso delle tecnologie digitali non è obbligatoria, e questo porta a un’adozione disomogenea: alcuni insegnanti, più predisposti al cambiamento, si aggiornano autonomamente, mentre altri restano ancorati ai metodi tradizionali.

Gli studenti del Liceo D’Annunzio hanno quindi avanzato una richiesta precisa alle istituzioni: rendere obbligatoria la formazione digitale per tutti i docenti, affinché il rinnovamento della didattica non sia lasciato alla buona volontà dei singoli, ma diventi parte strutturale del sistema scolastico.

Nonostante le difficoltà, anche il Liceo D’Annunzio sta compiendo passi avanti. A partire dall’anno scolastico 2025/2026, verrà introdotto un nuovo percorso chiamato “Logica dei nuovi linguaggi”, che mira a integrare competenze digitali nel curriculum degli studenti.

Il punto di vista degli esperti

Persistono ancora vincoli nella formazione degli insegnanti. È fondamentale modificare le modalità di formazione stessa, poiché per ottenere un cambiamento nei metodi di insegnamento è necessario che anche la formazione degli insegnanti evolva. Dovremmo privilegiare approcci più pratici e stimolare discussioni tra i docenti, piuttosto che affidarci esclusivamente a formatori altamente specializzati in una singola area. Un facilitatore della discussione può aiutare i docenti a scambiarsi opinioni e idee su vari contenuti.

Questo compito è complesso e deve iniziare a livello universitario. Le metodologie di insegnamento dovrebbero essere aggiornate nei programmi di formazione per i futuri insegnanti, integrando tecniche didattiche innovative che coniughino tecnologia e insegnamento, oltre a promuovere il pensiero critico e la creatività. È un percorso che deve accompagnare i docenti per tutta la loro carriera, a partire dalla formazione universitaria fino all’ingresso nel mondo scolastico.

So che molte università stanno cercando di apportare modifiche in questo senso, e anche molte istituzioni che offrono formazione in servizio stanno riducendo le lezioni frontali per enfatizzare l’importanza di metodologie attive, come il debate e altre tecniche simili. Questi metodi non solo stimolano la comprensione dei contenuti, ma promuovono anche l’acquisizione di competenze trasversali sempre più rilevanti per il futuro.

Oggi non possiamo prevedere quali lavori saranno disponibili tra 5 o 6 anni, considerando il rapido cambiamento del mercato del lavoro. Pertanto, è cruciale consolidare competenze che rendano gli studenti resilienti, capaci di affrontare le sfide e di rialzarsi più forti dopo un fallimento.

Per alcuni docenti più giovani, è più semplice adattarsi a queste nuove esigenze, mentre per altri, come ad esempio chi insegna materie classiche e si avvicina alla pensione, può essere difficile riconoscere l’importanza della formazione continua.

Abbiamo voluto far emergere questi due aspetti della scuola italiana perché è essenziale comprendere come mai le competenze digitali non siano ancora integrate in modo significativo nel sistema educativo. Molti studenti e docenti non hanno acquisito competenze digitali, poiché la tecnologia è spesso vista come un’aggiunta e non come parte integrante della didattica quotidiana. È fondamentale che le scuole insegnino agli studenti a considerare la tecnologia come uno strumento essenziale e trasparente, parte della loro vita e della società.

È fondamentale preservare le conoscenze tradizionali, ma al tempo stesso bisogna riconoscere che i ragazzi apprendono in modi diversi, immersi nel mondo digitale e nella realtà virtuale. Ogni studente ha talenti da valorizzare e difficoltà da superare, ed è responsabilità delle istituzioni e di chi si occupa di formazione accompagnarli in questo percorso. Occorre aiutarli a sviluppare una consapevolezza critica nell’uso della tecnologia e a potenziare competenze essenziali, come la creatività, il senso di responsabilità , di autonomia e la capacità di collaborare in team.

Il confronto ha dimostrato che il cambiamento è possibile, ma richiede un impegno congiunto da parte di studenti, docenti e istituzioni. Solo attraverso il dialogo e la collaborazione si potrà costruire una scuola davvero innovativa, capace di preparare le nuove generazioni alle sfide del futuro.